Alla chiusura di ieri gli indici azionari hanno registrato un lieve ribasso. L'S&P 500 ha perso lo 0,28%, mentre il Nasdaq 100 lo 0,31%. Il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,54%.

I prezzi del petrolio hanno toccato il massimo da sei mesi e gli indici azionari hanno segnato un moderato calo a causa dell'acuirsi delle tensioni con l'Iran, fattore che ha pesato sul sentiment degli investitori. Anche gli indici asiatici sono scesi, seguendo Wall Street.
Un nuovo fattore geopolitico, che tradizionalmente influenza in modo significativo i mercati energetici, ha determinato un forte aumento del prezzo del barile, riflettendosi a sua volta sul sentiment. Gli investitori, abituati a prezzi dell'energia relativamente stabili, sono costretti a rivedere portafogli e aspettative alla luce dei rischi di interruzioni delle forniture e di ulteriore crescita dei prezzi.
Parallelamente, gli indici azionari hanno mostrato una leggera flessione. Questa tendenza è la diretta conseguenza dell'aumento delle preoccupazioni degli investitori sul prosieguo della situazione. Un'ulteriore escalation nel conflitto regionale potrebbero spingere ancora più in alto i prezzi del petrolio e aggravare i trend negativi sui mercati azionari. Viceversa, sforzi diplomatici e stabilizzazione della situazione potrebbero favorire una correzione dei prezzi e il recupero del sentiment positivo.
Oggi il prezzo del Brent è salito dello 0,5% fino a 72$ al barile, dopo che ieri il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che l'Iran ha al massimo 15 giorni per raggiungere un accordo sul suo programma nucleare e che gli Stati Uniti hanno concentrato forze in Medio Oriente. In tal modo, il rialzo settimanale del petrolio ha già superato il 6%.

I mercati restano cauti, poiché le azioni USA contro l'Iran introducono un nuovo livello di rischio geopolitico, interrompendo il timido rimbalzo dei titoli e riducendo la propensione al rischio. Il riaccendersi delle tensioni minaccia di interrompere la ripresa iniziata dopo settimane di volatilità provocata dai timori legati all'impatto dell'intelligenza artificiale su vari settori e società.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.883$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.896$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.914$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.871$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.854$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.837$.
