
Cathie Wood, CEO della società di investimento ARK Invest, ha messo in guardia dal rischio di formazione di una bolla nel mercato dell’oro, citando il forte aumento del prezzo del metallo e la sua sovraperformance rispetto alla massa monetaria negli Stati Uniti.
Secondo Wood, la recente impennata dei prezzi ha portato l’oro a essere scambiato oltre 5.600$ l’oncia, e la sua capitalizzazione di mercato complessiva si è avvicinata a 40.000 miliardi di dollari. Da allora, il prezzo è sceso di oltre il 3%, attestandosi a circa 5.230$ l’oncia.
Wood ritiene che il rally attuale rifletta una crescita sproporzionata del valore dell’oro rispetto alla massa monetaria in periodi di instabilità macroeconomica. Ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra la capitalizzazione di mercato dell’oro e l’aggregato M2 negli USA, che, a suo avviso, si è avvicinato a livelli storici.
L’ultima volta che questo indicatore aveva registrato valori così elevati era stato durante la Grande Depressione all’inizio degli anni ’30, quando il rapporto raggiunse il 171%. Il secondo picco storico, intorno al 125%, si verificò nei primi anni ’80, nel contesto di alta inflazione e di una politica monetaria restrittiva.
Wood ha però sottolineato che le condizioni macroeconomiche attuali differiscono significativamente sia dagli anni ’30 che dagli anni '70, caratterizzati da un'inflazione elevata. A supporto della sua argomentazione ha citato il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni, attualmente intorno al 4,2%, in calo rispetto al picco del 5% alla fine del 2023.
La reazione del mercato ai suoi commenti è stata ambivalente. Parte degli operatori ritiene che l’aumento dell’oro sia dovuto alla continua espansione monetaria e all’incertezza geopolitica, più che a un surriscaldamento speculativo. Altri, a loro volta, hanno messo in dubbio la rilevanza dell’aggregato M2 come riferimento chiave nell’era della digitalizzazione del sistema finanziario.